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Contratti online: la Cassazione ridefinisce il valore del consenso digitale

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Contratti online: la Cassazione ridefinisce il valore del consenso digitale

Per anni il commercio elettronico si è basato sul modello del “clicca e accetta”, considerato sufficiente per concludere la maggior parte dei contratti online. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione apre però una riflessione sul valore giuridico del consenso espresso in ambiente digitale, soprattutto quando sono coinvolte clausole particolarmente gravose per il contraente.

Il tema è approfondito dall’avv. Mariagiusy Portogallo e dal dott. Carlo Cunto di QLT Law & Tax in un articolo pubblicato su Huffington Post, dedicato alle possibili conseguenze della pronuncia n. 20945 del 20 giugno 2026.

L’analisi evidenzia come la Corte abbia ribadito che il semplice “flag” su una casella potrebbe non essere sufficiente per approvare validamente le clausole vessatorie previste dall’articolo 1341 del Codice Civile. Per tali clausole è infatti necessario che il consenso sia espresso con modalità idonee a dimostrare una manifestazione di volontà specifica, anche mediante una firma elettronica semplice quando consentito dalla normativa.

La decisione non mette in discussione il commercio elettronico né la validità dei contratti conclusi online, ma richiama l’attenzione delle imprese sulla necessità di progettare procedure di adesione che garantiscano maggiore trasparenza e una reale consapevolezza del consenso prestato dagli utenti.

L’approfondimento offre una lettura delle possibili implicazioni della pronuncia per piattaforme digitali, imprese e professionisti chiamati a gestire rapporti contrattuali sempre più dematerializzati.

Leggi l’articolo completo su Huffington Post.